Archivio

Posts Tagged ‘comunicazione on line’

Il futuro del web marketing (II): posizionamento si, posizionamento no

10 marzo 2010 Irene Nessun commento

L'ottimizzazione prima e il posizionamento dopo non possono dipendere solo dalla cura e dall'attenzione che il gestore dedica al sito web. Ci sono anche attenzioni tecniche, che si incrociano con azioni comunicative-relazionali, ma che si basano su conoscenze di materia speciafica SEO che non possono essere non considerate.

Ottimizzare
significa rendere un sito "perfetto" per potersi presentare ai motori di ricerca e quindi alla comunicazione con il pubblico.

Posizionarsi invece è un modo per provare a rispondere in modo diretto (tra i primi) alle richieste (parole inserite nel campo cerca dei motori di ricerca) degli utenti.

Mi spiego: se sono convinto, e posso anche comunicarlo, che il mio fiore è unico e diverso (anche migliore) degli altri, allora posso mettere in atto delle azioni comunicative mirate e studiate, che mi aiutino a farmi trovare da chi sta cercando il mio fiore o qualcosa di vicino al mio fiore.
Posizionarsi ai primi posti non è il fine ultimo delle mie azioni per raggiungere e mantenere la posizione desiderata, non può essere così. Raggiungo i primi posti e li rimarrò solo se le azioni mirate, studiate ed intraprese, verranno poi mantenute nel tempo e supportate da una relazione comunicativa costante nel tempo tra me e i cercatori del mio fiore.
Questo è il punto chiave della mia visione di posizionamento.
La gestione del sito web mirata ad ottenere posizionamento non può sottrarsi alle attività dell'intero processo comunicativo aziendale: le mail, le telefonate, le attività dei dipendenti online, … tutto sta in un'unica rete.

Possiamo promettere posizioni?
No, possiamo promettere ottimizzazione e spinta al posizionamento.
Le posizioni migliori sono solo il risultato di azioni multiple, costanti, consequenziali e … messe in atto dall'intero processo di comunicazione.

Share

Turismo: Internet è un flop, vince il passaparola

26 dicembre 2008 diego Nessun commento

Mi aveva particolarmente incuriosito quell’articolo che titolava proprio così, uscito sull’ECONOMIA trentina dell’agosto 2006. Praticamente un secolo e mezzo fa.

Era l’epoca in cui mi divertivo a raccogliere frammenti di rassegna stampa che poi usavo nei miei corsi e nei seminari in cui ero invitato per parlare del rapporto altalenante, odio e amore, tra turismo e tecnologie. Devo dire che in quella raccolta finirono articoli che la dicono lunga sulla difficoltà, anche nel nostro paese, di fare innovazione.

Ma quel titolo capitava inavvertitamente nel mezzo di una rivoluzione mediatica e culturale che di lì a poco avrebbe calamitato l’attenzione di tutti i professionisti e gli studiosi di comunicazione.

Nel 2007 non si è parlato di altro.
Nova24, l’osservatorio dell’innovazione del Sole24Ore, gli ha dedicato la maggior parte delle sue testate: Risorgimento 2.0, l’Internet delle persone, Economia della simbiosi, Pubblico attivo…

A maggio dello stesso anno l’Ocse ha fornito i primi dati eclatanti:
“il 35% delle persone connesse in larga banda pubblica sul web
il 25% di coloro che hanno meno di 30anni ha un suo blog
la metà dei teenager fa parte di un network sociale in rete
in Giappone 8,7 milioni di persone hanno un blog
in Corea del Sud il 50% degli internauti ha un blog
in Cina il 43% delle persone che accedono alla rete creano contenuti, il 24% ha un blog” (fonte: Nova24 – #77 – giovedì 17 maggio 2007)

“il 56% dei navigatori italiani (11 milioni e 380 mila persone) si sarebbero collegati almeno una volta a siti user generated content”, 4,4 milioni sono gli italiani attivi sui blog, 8 milioni sui siti Communities” (fonte: Nielsen NetRatings)

“L’italiano è la terza lingua parlata nei blog” (fonte: Technorati – aprile 2007)

Oggi siamo dentro ad un nuovo contesto culturale dove sono le persone, nella Rete, i nuovi potenti della comunicazione. Chiunque nei blog può pubblicare la propria verità.
La pubblicità e i media tradizionali ne escono completamente spiazzati. I consumatori scelgono sempre più in funzione dei feedback lasciati dagli altri utenti.
Si avverano le 95 tesi del Cluetrain Manifesto che diventa la nuova bibbia del marketing della conversazione.

Avevamo appena imparato ad usare i siti web per fare la comunicazione istituzionale ed eccoci proiettati in un nuovo contesto culturale che ci coglie nuovamente impreparati.

Cosa significa oggi comunicare on line?

Ascoltare, reagire, rispondere, entrare in simbiosi… in una parola sola COMUNICARE!
Questo è ciò che occorre fare, organizzandosi per farlo, con competenze aggiornate e con alcuni strumenti tecnologici che sono già a disposizione.

Ogilvy, agenzia di comunicazione e marketing one to one tra le più innovative del pianeta, ha costruito l’Online Conversation Scan, un tool dedicato all’analisi e al monitoraggio della brand reputation nei consumer generated media, come blog, newsgroup e network marketing.
Cogito, azienda leader nelle tecnologie di riconoscimento semantico del linguaggio naturale, ha inventato cogitomonitor. uno strumento che ascolta le conversazioni in rete per ricavare il sentimento dei consumatori, rispetto ad una marca o ad un prodotto.
Il Tourist Board di Helsinki sta in simbiosi con i propri turisti attraverso il CityWall, un grande schermo tattile dove le persone condividono le proprie esperienze di vacanza nella città e dintorni. L’ha progettato un italiano!

In tutto questo, e soprattutto nella maturata consapevolezza che occorre lavorare con approccio sostenibile su tutte e tre le direttrici, il cambiamento organizzativo, il rinforzo delle competenze e l’uso delle nuove tecnologie, che ruolo hanno i destination manager del futuro?

Si ragiona, si progetta, si lavora su questi aspetti nel “Laboratorio di progettazione partecipata dei sistemi di comunicazione web nel turismo” che tengo assieme ai mie studenti alla Trento School of Management.

Share
Blog WebMastered by All in One Webmaster.